Grafia Veneta Silvestri

 

A cura di Marco Silvestri

 

 

 

 

 

Introduzione all’uso della grafia veneta nell’ambito telematico e delle telecomunicazioni

 

 

 

 

 

 

 

 

Verona , Marzo 2005

Una grafia standard per la telematica e le telecomunicazioni

In un mondo dove sempre piu’ le nuove tecnologie stanno cambiando le nostre abitudini quotidiane  si pongono di conseguenza una nuova serie di problematiche tecniche , pratiche e morali.

 

Nel 1995 fu introdotta dalla Giunta della Regione Veneta , su proposta dell’allora Assessore regionale ai flussi migratori Ettore Beggiato la GVU

(Grafia Veneta Unitaria) in uno sforzo congiunto tra linguisti , storici e politici , atto a standardizzare la grafia veneta in rispetto di tutte le varianti locali parlate nel Veneto.

 

Di recente sono state proposte altre grafie alternative come la GYG nonche’ varianti minori.

 

Nonostante queste grafie , e ci riferiamo in primis alla GVU , siano tecnicamente di altissimo valore tecnico , e’ innegabile che a tutt’oggi la maggioranza degli utenti che usano la lingua veneta quotidianamente per comunicare tra di loro scadano spesso nell’uso di una grafia che possiamo definire come un vero e proprio “stile libero”.

 

Fenomenologia imperante sia a livello grammaticale sia a livello di scelta dei simboli e della punteggiatura con conseguenti aberrazioni linguistiche e curiosi neologismi.

 

Va sottolineato che il problema principale e’ dovuto alla mancanza in molti mezzi di comunicazione della possibilita’ di usare simboli  usati non solo nella lingua veneta ma anche in quella italiana.

In casi estremi , ci riferiamo ad alcuni esempi nella  telefonia mobile , l’utente e’ limitato all’uso delle sole lettere dalla A alla Z con una punteggiatura ridotta a punti , virgole ed apostrofi.

 

La quasi totalita’ dei sistemi informatici non supporta invece altri simboli veracemente veneti , come ad esempio la “L taja’” , rendendo quindi molto arduo un suo uso pratico in pacchetti software commerciali o di pubblico dominio , a meno di crearli ad hoc con tutte le conseguenze tecniche del caso come incompatibilita’ ,

vendor lock-in , e limitazioni riguardo licenza d’uso e di distribuzione.

 

E’ nostro personale parere che la situazione non potra’ certo cambiare , e che anzi puo’ solo peggiorare vista la pressante egemonia delle lingue anglo sassoni in quasi ogni campo , primo fra tutti quello telematico.

Nostro dovere morale nonche’ pragmatico e’ creare quindi ex novo un sistema di grafia che permetta alla lingua veneta di coesistere con gli attuali mezzi di comunicazione.

 

Per tutti questi motivi abbiamo ideato , sviluppato e implementato la nuova grafia GVS , con lo scopo primario di proporla come standard di grafia ad uso specifico nell’informatica e nelle telecomunicazioni mobili.

Introduzione

 

E' perfettamente naturale nell'uomo moderno voler lasciare traccia scritta

del suo pensiero e delle sue azioni.

Questo processo si compie di norma rispettando rigide regole ortografiche

e sintattiche decise o imposte dal governante di turno , da speciali accademie,

comitati o gruppi scientifici.

 

Sfortunatamente , i precedenti tentativi di imporre una grafia veneta

standard non hanno al momento riscosso una loro adozione en masse ne'

a riguardo della grafia GVU ne' di quelle minori.

 

Il primo nemico della grafia veneta sembra essere infatti in primis

lo stesso utente di lingua veneta , refrattario all'adozione di una nuova

ortografia e cosa peggiore , convinto che al di la' dei tecnicismi e delle

discussioni accademiche ci si possa sempre e comunque capire in quanto

la matrice linguistica e' comune ai suoi interlocutori parlanti lingua veneta.

 

La genesi comportamentale di questo fenomeno e' d'altronde ben

radicata nel territorio , nei suoi localismi e campanilismi

fin dai tempi di Antenore.

 

Non e' percio' nostra intenzione lottare contro i mulini a vento.

 

La nostra proposta di grafia poggia in primis sul fatto che per la

prima volta e' non solo teorizzata , ma e' finalmente implementata

in softwares di uso comune tramite i quali si pone la speranza

che l'utente ne sia piu' facilmente introdotto , ispirato e guidato alla sua

piena adozione per uso professionale o ludico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Modus Operandi della grafia GVS

 

 

L'obiettivo principale della grafia ivi proposta e' la sua adozione ad uso telematico

sulla base di semplicita' d'uso e di rapida curva di apprendimento.

 

Non e' quindi nostra intenzione creare una grafia rigorosamente attinente alle corrette regole linguistiche della lingua italiana o delle numerosi grammatiche di “dialetto” veneziano , trevisano , o veronese ,  ma bensi' di proporre uno standard estremamente semplificato tramite il quale non sia l'utente a dover reimparare la sua lingua madre ma esattamente l'opposto , ben sapendo che questa affermazione potrebbe essere considerata eretica nell'ambito della linguistica tradizionale e computazionale.

 

Per raggiungere questo scopo sara' d'uopo implementare i seguenti tre fattori :

 

1) L’uso di un alfabeto fonetico semplificato all’eccesso.

 

2) Una estrema razionalizzazione dell’uso di accenti e apostrofi.

 

3) La trascrizione su base fonetica della lingua parlata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alfabeto Fonetico

 

 

La grafia GVS e' in primis una grafia su base fonetica.

ergo , si “trascrive come la si parla” , tenendo conto delle

sue semplici e ovvie regole alfabetiche.

 

Per agevolare questo processo  , la gran parte dell’alfabeto da noi

proposto e’ pari a quello italiano , cosi’ che l’utente non debba

essere costretto a “imparare” come scrivere ma debba solo

limitarsi a implementare le poche eccezioni come ad esempio

l’uso della lettera X e J , e l’assenza della lettera Z.

 

La lettera K , a differenza di altre grafie proposte , e'

stata considerata un inutile doppione della lettera C e

della lettera Q , e di conseguenza esclusa.

 

La lettera Y , per gli stessi motivi (Y==I) e' esclusa.

 

La lettera Z , in quanto assai di rado usata nel veneto

parlato e nel veneto popolare , e' esclusa.

 

Le lettere K , W , Y , Z sono quindi poste in uso esclusivamente

per la trascrizione di nomi stranieri o di nomi veneti

che le contengono.

 

Le lettere storicamente Venete come la "L taja' " e la “D taja’ “

sono rimosse tout court sulla base di motivi puramente tecnici come discusso

nel capitolo precedente.

 

Identica sorte riguardo digrammi che riteniamo decisamente alieni alla parlata popolare come “DH” , “TH” , o “ZH”.

 

 (tutti giustamente presenti ad esempio nella grafia GVU , ma

palesemente in antitesi con la nostra opera di semplificazione della

Grafia).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uso degli Accenti

 

 

Attualmente , e’ purtroppo innegabile una imperante predominanza delle lingue anglosassoni nel mercato del software , dell’hardware , dei servizi , e delle telefonia mobile.

 

Non e’ raro che strumenti comuni come televisori , dvd , cellulari , e computers

vengano commercializzati con il solo supporto mono-lingua ai caratteri delle

tastiere americane o inglesi , le quali NON supportano pienamente gli accenti della tastiera italiana.

 

Ne consegue che l’utente , anche volendo , non e’ in molti casi nella possibilita’

di scrivere correttamente e si trova costretto ad usare impropriamente segni di

punteggiatura che invece esistono nelle tastiere anglofile (UK/US).

 

In recenti prodotti questa situazione va indubbiamente migliorando , ma in molte

altre nicchie di mercato mancano i requisiti minimi affinche’ taluni prodotti  siano

ideati e commercializzati in un’ottica  multilingue , non solo a riguardo della lingua italiana ma ancor piu’ in merito a lingue minoritarie.

 

Preso atto di questa insanabile situazione , basata su ragioni spregievolmente mercantili , la Domanda da porsi e’ quindi se combattere una guerra persa in

partenza  o se proporre una Grafia alternativa che si basi sulla completa mancanza di accenti e che si limiti al solo uso eventuale degli apostrofi , epurando il problema alla

sua radice.

 

Su queste basi , la GVS rimuove del tutto gli accenti , osservando poi in chiave

sperimentale che tale assenza non grava eccessivamente nell’uso comune e quotidiano.

 

Va osservato infatti che come esistono lingue (ad esempio l’inglese) che fanno

raro uso degli accenti , non si capisce perche’ la lingua veneta non possa fare altrettanto , se non in base a dogmi puramente accaddemici di cui , ribadiamo ,

siamo integralmente convinti che siano la causa primaria per il mancato uso di massa della lingua veneta scritta.

 

 (Vedasi il capitolo seguente dove  si puo’ avere un esempio pratico della sua implementazione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uso dell’Apostrofo

 

 

L’uso dell’apostrofo nella grafia GVS e’ paritetico alla lingua italiana.

 

In addizione a questo , l’apostrofo si usa in sostituzione dell’accento grafico come ad

esempio in :

 

cioe’ , faro’, andaro’ , parlaro’

 

Facendo questo si semplifica enormemente la grafia sia a carattere visuale

sia pratico , anche se alcune parole possano di conseguenza diventare

Di dubbia interpretazione se prese in alcuni contesti  come regula generalis

in base al senso della frase e basandoci sulla sua implementazione pratica , questo crea raramente dei qui-pro-quo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Glossario Minimo

 

 

Ribadendo che lo scopo primo della grafia GVS riguarda nella sua estrema semplicita’

evitiamo volontariamente di intimidire il lettore con tecnicismi e retoriche poco affini a un utente “comune” o “popolare” (ben consci che questa scelta sminuisce considerevolmente il valore scientifico della nostra ricerca).

 

L’unico prerequisito che si chiede al lettore e’ quindi di avere gia’ padronanza

della lingua italiana e delle sue regole di pronuncia , nonche’ di conoscere almeno le differenze tra vocali e consonanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grafia GVS versus Grafia Italiana :

 

Comparazione e Implementazione

 

 

 

A titolo di esempio prendiamo ivi la possibilita’ di comparare l’implementazione

pratica del modello GVS versus il modello della grafia italiana.

 

Si prenda in questione il seguente stralcio tratto dallo Statuto della Regione Veneto

(Legge 22 maggio 1971, n. 340).

 

Versione Italiana

 

STATUTO DELLA REGIONE VENETO

 

Articolo 2

L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia.

La Regione concorre alla valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico delle singole comunità.

 

Articolo 3

La Regione ha per fine l'affermazione della persona umana e la partecipazione di tutti i cittadini alla organizzazione politica, economica e sociale della Repubblica.

La Regione per rendere effettive la libertà e l'uguaglianza, promuove lo sviluppo sociale ed economico con riforme idonee ad affermare il ruolo dei lavoratori nella società, a favorire le libere attività delle comunità, ad eliminare gli squilibri territoriali e settoriali.

 

 

 

 

Versione GVS

 

STATUO DEA REXON VENETO

 

Articolo 2

L'autogoerno del povolo veneto el se traduse in forme che le risponde ale carateristeghe e ale tradisioni dea so storia.

La Rexon la contribuise ala valorixasion del patrimonio cultural e linguistego dee singole comunita’.

 

Articolo 3

La Rexon la ga par fine l'afermasion dea persona umana e la partesipasione de tuti i sitadini ala organixasion polidega, economega e sosial dea Republica.

La Rexon par rendar efetive la libarta’ e l'uguajansa, la promoe el svilupo sosial e economego co riforme mirae a afermar el rolo dei laoradori nea sosieta’ a faorir le libare ativita’ dee comunita’, a scanselar i squilibri teritoriali e setoriali.

 

Come si puo’ osservare , la “traduzione” in grafia GVS e’ non solo graficamente

pulita e lineare , ma anche di facile lettura e indiscutibilmente intuitiva per coloro

che mai si sono posti il problema di scrivere in “dialetto”.

 

Si accetta che palesemente alcuni termini possano inizialmente creare confusione ,

come anche che la traslazione fonetica sia spesso troppo simile a quella italiana

tanto da chiedersi se sia il caso di non scrivere in italiano tout court.

 

Si consideri questo fenomeno pero’ come un prezzo da pagare in favore

di una semplificazione grafologica che altrimenti risulterebbe farcita di

bizantinismi e di simbologie che scoraggierebbero in partenza l’utente

medio il quale e’ di norma ben poco interessato alla diatriba accademica

e linguistica.

 

Infatti , a nostro sindacabile parere , l’utente medio fa fede al vecchio proverbio

se scrive in venesian come se parla”,

 

E’ quindi innegabile che la grafia ivi proposta sia un compromesso

rivolto a un uso popolare e quotidiano , ben poco legato all’eleganza delle

regole accademiche , tecniche e linguistiche.

 

In brevis , una grafia “volgare” , creata si’ a tavolino , ma basata su come il “volgo”

usa e abusa la sua lingua madre , erede cioe’ della stessa evoluzione naturale e

inarrestabile di ogni lingua viva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alfabeto Fonetico : Introduzione e commento individuale

 

 

 

 

A

 

Si pronuncia come in Italiano , in ogni posizione , e a prescindere dalla vicinanza di dittonghi o consonanti.

 

Esempi :

 

andar  , majar , tajar , ciacolar

 

 

B

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

bocia , sbajar , sbuso , atribusion

 

 

 

C

 

Si pronuncia come in Italiano.
Sostituisce l’uso della lettera K , usata in molte altre grafie.

 

Esempi :

 

ciamar , cesa , ciodo , tacuin , coa , peca’ , curiosita’ , marco , cultura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CH

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Essendo un doppione delle lettere Q e K  a livello fonetico , sarebbe lecito

in un’ottica di semplificazione eliminarla tout court dall’alfabeto.

Tuttavia essendo comune sia alla grafia antica sia moderna sia

italiana , si e’ deciso au contraire di epurare la lettera K e ritenere il digramma CH

visto che la sua eliminazione portebbe piu’ confusione che benefici.

 

Esempi :

 

chi , che , machina

 

D

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

dar , desfar , desgrasia , cadena , doxe , maledir

 

 

 

E

 

Si pronuncia come in Italiano.

Gli accenti sono assenti , in base alla regola di razionalizzazione GVS.

Le lettere E accentate vengono quindi trascritte sempre e comunque come E.

 

Se la E compare alla fine di una parola (come nel caso di “mande’ “ ,tajare’ “ , parlare’ “) si  trascrive aggiungendo un apostrofo dopo la E.

 

 

F

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

afinita’ , sfojar , Far , Fuga.

G

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

gato , goto , gonfiar , giaso

 

 

GL

 

 

Si pronuncia come in Italiano ma se possibile e’ preferibile l’uso della lettera J.

 

Esempi :

 

bataja  , ajo  , maneja

 

 

 

GH

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

ghe xe , gheto , rughe , ghingheri.

 

 

GN

 

Si pronuncia come in Italiano , ma se possibile , e’ preferibile  l’uso della lettera J.

 

Esempi :

 

cugnadi , vegner , magnar (majar)

 

H

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

 

I

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

el fiol , mi , ti , voaltri , lori

 

 

J

 

 

Rappresenta il suono tipicamente veneto che appare ad esempio in “majar” ,

mejo” , tajar” , ossia un misto di I , GN , e J francese , assente nella lingua italiana.

 

Nella forma plurale si trascrive con JI .

 

Esempi :

 

Majar , Tacar Ja , Detajo , Detaji , Formajo , Majar , Tajar.

 

 

K

 

 

Usata esclusivamente per la trascrizione di nomi stranieri.
La pronuncia e’ simile a quello della lettera  Q”.

 

Esempi :

 

kirghizistan , mark , kompressor , kenya

 

L

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

ligar , noaltri , voaltri , lori

 

 

L taja’

 

 

Nonostante sia presente storicamente in numerosissimi scritti specialmente veneziani , e’ molto arduo poter trovare un mezzo telematico che supporti la sua simbologia.

 

Di conseguenza si e’ deciso di eliminarla dalla grafia GVS.

Puo’ essere sostituita con la lettera L.

 

 

M

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

San Marco , maxenar , misciar , majar

 

 

N

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

Esempi :

 

noaltri , andar , cuxinar , montar

 

 

O

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

ostrega , osidente , opera

 

 

P

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

el pare , stopar , pianxar , parlar

 

 

Q

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

Doppione fonetico della lettera C e K ma si e’ ritenuto opportuno

Mantenerlo per motivi di comodita’ e somiglianza alla grafia italiana.

 

Esempi :

qui , qua’ , questo , quadro , aqua

 

 

 R

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

restar , ramegar , arendarse , majar

S

 

 

Si pronuncia come la S sorda dell’Italiano.

 

Per tutti gli altri casi si puo’ usare la lettera X che rappresenta la S sonora.
Esistono varie eccezioni nell’uso di S sorda e sonora , a riguardo del

suo uso all’inizio di una parola , all’interno di vocali o interconsonantica.

 

A nostro modo di vedere , l’uso della S e della X e’ purtroppo la principale

fonte di confusione negli utenti di grafia veneta.

Evitiamo quindi di imporre nuove regole ex novo e consigliamo , se possibile ,

di usare le regole gia’ in uso nella lingua italiana.

 

 

Esempi :

 

silvestri , spada , trasferir , venesia  ,serenissima

 

 

SC

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

Altre grafie come la GVU la propongono trascritta come “S-C”.

Nella GVS si e’ preferito conservare la forma italiana per motivi di comodita’

e di semplificazione.

 

Esempi :

 

sciao , mascio , sciopo , fiscio

 

T

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

tera , testa , atension

 

 

 

U

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

union , malaugurio , durar

 

 

V

 

 

Si pronuncia come in Italiano.

 

Esempi :

 

Veneto , Venesia , Verona , Vitoria

 

W

 

 

Usata esclusivamente per la trascrizione di nomi stranieri.
La pronuncia e’ uguale alla lettera “V”.

 

Esempi :

 

Walter , Washington , VolksWagen

 

 

X

 

 

Si pronuncia come la S sonoradell’italiano , e sostituisce la lettera “Z”..

 

(leggasi in merito anche la discussione a riguardo della lettera S – S sorda)

 

Esempi :

 

ghe xe , xontar , maxenar , strinxar , verxar , raixe

 

 

 

Y

 

 

Usata esclusivamente per la trascrizione di nomi stranieri.
La pronuncia e’ uguale a quella della lettera “I”.

 

Esempi :

 

Voyager , Mary , Andy , Tokyo , Sydney

 

 

Z

 

 

Usata esclusivamente per la trascrizione di nomi stranieri , di localita’ , e

dei cognomi che la contengono..
La pronuncia e’ uguale alla lettera “X”.

 

Esempi :

 

Zanon , Zanin , Zanotto , Zanetti , Zara , Michelazzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia Essenziale

 

-         Grafia Veneta Unitaria , ed.La Galiverna , Venezia 1995 , a cura della giunta regionale del Veneto

 

 

Ringraziamenti

 

Si ringraziano in primis il Dott.Giancarlo Tomezzoli e l’Associazione Veneto Nostro

(nelle persone di Davide Guiotto e dei fratelli Riondato) per l’inestimabile supporto morale , materiale , e culturale a difesa della lingua , della cultura , e delle tradizioni del Veneto.

 

Si ringrazia altresi’ la Giunta Regionale del Veneto che tramite la pubblicazione della

GVU (Grafia Veneta Unitaria) e’ stata per gli autori  fonte inesauribile di ispirazione per la ideazione della grafia GVS.

 

 

 

Note sull’Autore ~ Marco Silvestri ~

 

Veronese , ha viaggiato in lungo e in largo in Europa , Asia , e Oceania.

 

Da sempre appassionato di informatica e di programmazione fin dalla tenera eta' , comincia a programmare su un Olivetti M24.

Terminati gli studi , lavora per anni in nord Europa per varie multinazionali del settore dell’IT (Information Technology).

 

Nel tempo libero si dedica come freelance a studi di archeologia (proto-veneti , in primis) e di linguistica computazionale , argomenti su cui ha pubblicato degli articoli scientifici e su cui sta finendo di scrivere un libro di prossima pubblicazione.

Dal 2001 collabora attivamente con varie entita' venetiste tra cui l'Associazione Veneto Nostro (Raixe Venete).

 

Dal 2005 e' membro esterno del Klub Marco Polo dell'EPO (European Patent Office , Monaco de Baviera).

Da sempre sostenitore di un uso razionale e pragmantico della grafia , nel 2005 ha ideato e implementato la sua versione di grafia veneta , la GVS (Grafia Veneta Silvestri).

 

Il primo software interamente in grafia GVS e'stato il browser Mozilla Firefox 1.0 , disponibile sulla home page di Mozilla Veneto  (http://mozillaveneto.sourceforge.net) , sul sito internet dell’Ass.Veneto Nostro (www.raixevenete.net) , sul

Sito ufficiale della Mozilla Organization (www.mozilla.org) , e sul sito ufficiale di Mozilla Italia (www.mozillaitalia.org).

 

Per qualunque informazione l'autore puo'essere contattato tramite email : marco_silvestri@users.sourceforge.net